Ricerca Scrittura Esistenza
Ricerca Scrittura Esistenza
di Luciana Gravina
Robin Edizioni, Roma - 2024
"Non resta allora che essere compagni di viaggio di una parola, la quale eroicamente tenta di assecondare vizi e virtù, violando spesso il confine imposto da un convenzionalismo falso e bugiardo." (Francesco D'Episcopo)
di F. D'Episcopo, G. Linguaglossa
HeyBook Edizioni, Milano - 2019
"...in versione post-sperimentale, il che rende evidente che il ruolo dell’io è nient'altro che un allestimento lessematico e fonosimbolico. Non la poesia è in crisi ma la crisi è entrata dentro la poesia. Il mondo è andato in frantumi. È andato in frantumi il principio di identità, quella identità che si è poi scoperto essere una contraddizione e una contraffazione e che il soggetto non può che percepire i frantumi di quella presunta identità come altamente contraddittori e conflittuali." (Giorgio Linguaglossa)
di Luciana Gravina e Silvana Baroni
Libro d'arte con 32 racconti brevissimi
AltrEdizioni Casa Editrice, Roma - 2015
"L'adesione totale delle due autrici al proprio esistere, fa sì che il risultato di questo loro lavoro sia un'opera in cui la tensione è dovuta alla consonanza della concezione della vita e della società... In questo caso Bisegni ci dice immediatamente la struttura del testo che si svolge appunto su due piani di segni" (Paolo Guzzi)
di Luciana Gravina
AltrEdizioni Casa Editrice, Roma - 2017
"Ripescati nei meandri di un vecchio mac, questi racconti, scritti tra il 1992 e il 2000, si propongono come eccentrici in quanto credono (loro) di non avere un nucleo unitario attorno a cui vivere. Il realtà sono quasi tutti collegati tra loro da richiami, riferimenti, ammiccamenti con cui si tengono per mano. Sono eccentrici, ma per altro modo, cioè per la sperimentalità agìta su livelli diversi. Ad esempio sulla contaminazione dei generi (narrazione saggio filologico) oppure sull'invenzione di situazioni del tutto inverosimili. Ovviamente la narratrice, come sempre accade, presta le sue esperienze ai personaggi, o forse questi personaggi improbabili, calati in situazioni spesso inusuali, per non dire assurde, si prestano all'autrice con complicità e divertissement. Ne deriva un blend equilibrato e frizzante, come in certi vini di carattere." (nota dell'Editrice)
di Luciana Gravina
AltrEdizioni Casa Editrice, Roma - 2011
"È lo stile ormai consolidato dell'autrice, che va accolta come una delle voci più originali e consapevoli del neosperimentalismo poetico, nel solco dell'Avanguardia che ha segnato in maniera estremamente significativa l'ultima produzione letteraria, dal Gruppo 63 al Gruppo 93 fino ai giorni nostri. la voce di Gravina è particolarmente felice nel contraddire linguisticamente ogni regola e ogni convenzione. le parole sono piegate a significazioni inusitate, i neologismi si susseguono in maniera vertiginosa, connotando col suono e l'evocazione semantica il fluire stringente del verso." Da Rino Malinconico, La faticosa riconciliazione col mondo. (Rino Maliconico)
di Luciana Gravina
ArtEuropa Edizioni, Roma - 2006
"Mentre il presente dei nostri vissuti è così dilacerato e morsicato, nelle poesie della Gravina si ritrova un corpo armonizzato con lo spirito, viene resa presente l'armonia dell'universo secondo un condizione mistica che era degli gnostici, prima di Plotino. È da questo crogiuolo di ideologia che la Gravina lascia precipitare la sua versificazione, è lei che, pertanto, risponde alle stesse caratteristiche degli arazzi, perché la poetessa diventa liocorno, è lei che si specchia con le sue brame, adoperando la vista come senso mirato per trascendere verso Dio, un Dio che è innamoramento e desiderio, più che amore e possesso quieto." (Antonio Lotierzo)
di Luciana Gravina
Rossi e Spera Editori, Roma - 2003.
Copertina Orfeo, opera di Vanni Rinaldi.
"Luciana Gravina è una tessitrice, e il suo telaio è costituito da una paratassi accentuata. Tutto il suo libro si configura non in momenti staccati, riuniti poi in un assemblaggio volontaristico, ma piuttosto come partitura sistematica, da piccolo poema in cui la scissione dell'io trova un possibile risarcimento nell'ordine della musica e nella carica visiva dei colori." (Mario Lunetta)
di Luciana Gravina
Rossi e Spera Editori, 1986 - Roma
Copertina e opere interne di Luigi Guerricchio.
"Lungo questo tracciato, obbligato o alternativo, il linguaggio acquista una dimensione amorosa (secondo l'alta lezione tecnica e tematica di Roland Barthes e il diario del proprio essere ondeggia tra la costruzione del labirinto e la sua inconscia frantumazione favolistica. Si indovina, alla fine, il senso di una fedele infedeltà verbale, di una permanente provvisorietà esistenziale, elemento talvolta vitale di quella drammatica dialettica giocosa, che qui avanza come antica proposta di una sempre nuova poesia." (Francesco D'Episcopo)
di Luciana Gravina
Edizioni La Scena Illustrata, 1979 - Roma
Si vuol dire in conclusione che tutta la poesia della Gravina concorre a
questo giusto equilibrio tra insorgenza di canto e pressione esistenziale, rivissuta soprattutto attraverso il paradigma di un tempo bergsonianamente rivalutato come memoria attiva cioè creatrice di immagini e fantasmi lirico-musicali.
(Donato Valli, in L’Albero, rivista fondata da Girolamo Comi. N.66, 1981)
" La silloge poetica di Luciana Gravina - ventisei testi chiusi da un Commiato - di distingue e si impone per qualità estetiche e per l'icasticità del linguaggio e dei temi, in un periodo della storia letteraria in cui l'incessante proliferazione d'esperienze 'poetiche' non sempre significative e pertinenti s'accompagna ad una grave crisi di identità dell'intellettuale nella società contemporanea." (Saverio Pannunzio)
Edizione Levante, Bari, Sistemi Collana di letteratura e materiali - 1984
In copertina opera di Mario Marconato
"Un'atmosfera tragica e angosciata lega questa serie di frammenti all'esperienza sentimentale e letteraria dei lirici greci. Il vento disperato che spira nella voce di Saffo sembra filtrare nell'espressione poetica di Luciana Gravina, come per richiami di creature solitarie, condannate a guardare la plaga del mondo da isolati pinnacoli, rocce emergenti nelle nebbie di un Ade senza speranze." (Raffaele Nigro)
di Luciana Gravina
Supplemento al Bollettino della Biblioteca Provinciale di Matera // Anno VIII / N. 13 // 1987
Indagine critica su alcuni poeti lucani con metodo strutturalista semiologico. In appendice recensioni di pittori e scultori lucani.
Carissima Luciana, ho letto con vivo interesse i due tuoi saggi dattiloscritti che cortesemente hai voluto mandarmi, "Mia madre passava" di Albino Pierro, e "Percorso intertestuale sulla traccia dell'archetipo della 'patria' in alcuni poeti lucani." Si tratta, a mio avviso, di contributi eccellenti e di grande valore metodologico, redatti con finezza ed eleganza di scrittura critica, ampiamente documentati e assai sollecitanti per ulteriori proficue applicazioni ed indagini. Sarei perticolarmente lieto di vederli al più presto pubblicati su riviste letterarie autorevoli e veramente soddisfatto se questa tua chiave di lettura potesse pure applicarsi nella prassi didattica della scuola media superiore , così carente, purtroppo, di nuovi approcci critici e, prevalentemente, priva ancora di adeguate indagini di tipo strutturale. Il tuo "strutturalismo figurativo" parte dalle unità polisimboliche del testo per arrivare ai contenuti profondi, ma la tua analisi è bidirezionale, dal momento che comporta uno studio figurativodelle sue potenzialità significative ed uno studio sintagmatico delle relazioni intertestuali di questi elementi, e ciò implica un'interpetrazione che pone in gioco non solo tutto il testo, come un insieme armonico, ma pure il contesto, con tutti i fattori che vi incidono, ossia, fattori come la tradizione letteraria, la congiuntura sociale e la biografia dell'autore...
Da Prefazione in forma di lettera di Saverio Pannunzio, Università di Bari.
Interazioni
Lamento per le twin towers ferite (New York, 11 settembre 2001)
Testo da M'attondo il giorno, musicato dal M° Vincenzo Borgia, per voce soprano, voce recitante e pianoforte, eseguito da Carmen Petrocelli, soprano, Debora Petrocelli, voce recitante, Hiroko Sato, pianoforte.
Lamento per le Twin Towers ferite (New York, 11 settembre 2001) - YouTube
Interazioni
Libro d'arte di Salvatore Giunta (2020) per il testo Il fiocco in testa, poemetto, edito in Francesco D'Episcopo e Giorgio Linguaglossa (a cura di) Luciana Gravina Percorsi Poetici e Pretesti Critici, Heybook Editore, Milano, 2019.
I libri che sono ancora disponibili si possono acquistare presso le librerie on line o direttamente dalla casa editrice.